Storia dell’sms

Gli Short Message Service compiranno a dicembre i loro primi 20 anni. Si ritiene che il primo sms inviato fu un breve messaggio di testo, un augurale “Merry Christmas” inviato da computer a un cellulare sulla rete Vodafone. L’anno successivo, precisamente il 1993, venne invece inviato il primo sms da cellulare a cellulare. Fu Neil Papworth, un giovane ingegnere di 22 anni, a inviare il messaggio augurale all’amico Richard Jarvis, in un tempo in cui (sebbene molto recente) il Gsm era stato introdotto da poco. Lo scandinavo Riku Pihkonen, stagista presso la Nokia, mandò invece un sms dal cellulare.

©panthermedia.net/Marincas Andrei

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Generalmente si attribuisce però a Friedhelm Hillebrand la regolamentazione dei 160 caratteri. Già nel 1985 Hillebrand aveva messo a punto una forma di comunicazione sintetica, condensata in 160 caratteri, di fronte alla macchina da scrivere. Cercava infatti il modo di connettere i telefoni attraverso la scrittura e i famosi 160 caratteri furono per lui “perfettamente sufficienti” per esprimere un concetto con il minimo ingombro possibile. La scelta dei 160 caratteri non fu casuale e non si basò soltanto sull’esperienza empirica, ma era frutto dell’osservazione dei messaggi mandati nelle cartoline e i messaggi inviati tramite Telex: tutti indicavano una media di 150 caratteri. Una forma di comunicazione rivoluzionaria, impensabile probabilmente ai tempi di quel Buon Natale augurato in anticipo e che ha apportato modifiche alla lingua stessa, sdoganandola da regole e ortografia a favore dell’immediatezza, anche grazie al successo che gli sms hanno riscontrato nelle fasce più giovani d’età.

Una vita relativamente breve quella degli sms, che incontrano oggi il primo grande ostacolo alla loro sopravvivenza, ovvero tutti quei sistemi di messaggistica istantanea gratuita che, per tanti, hanno giá sostituito i caratteri a pagamento del breve messaggio di testo.

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