La telegrafia

Oggi non si sente più parlare della telegrafia, sostituita dal digitale e anche il famoso codice Morse dal 1999 non è più obbligatorio nell’ambito marittimo, soppiantato ormai dalla tecnologia GMDSS. Il servizio Telex delle Poste Italiane offre la possibilità di inviare un telegramma, ma viene scritto su una tastiera e non più codificato attraverso il Morse. Insomma i tempi sono cambiati e quello che sembrava una conquista dell’umanità, appare oggi obsoleto e polveroso.

© riccamal - Fotolia

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Dato però che ogni conquista tecnologica si basa su quelle precedenti, vogliamo qui ricordare brevemente l’invenzione della comunicazione a distanza attraverso i codici. La comunicazione avveniva tramite la trasmissione di dati, siano stati essi lettere, numeri o segni di punteggiatura. Il telefono è ad esempio un’invenzione postuma che si basa sulla trasmissione di dati vocali. Sarà Samuel Morse a inventare un codice in grado di codificare le lettere attraverso sequenze di impulsi, nonostante giá nel corso dell’Ottocento ci fossero stati vari esperimenti e invenzioni, basti ricordare il telegrafo ad aghi dell’italiano Bonderi. Morse brevetta il suo sistema telegrafico elettrico su un unico filo negli Stati Uniti e nel 1844 avviene la prima trasmissione ufficiale. In Italia nel 1847 viene impiegato il primo telegrafo elettromagnetico di Carlo Matteucci sulla linea Pisa – Livorno.

Le reti ben presto divennero anche sottomarine, per unire le terre lontane tra loro e in Italia il primo cavo sottomarino fu quello che collegò Reggio Calabria a Messina. Inutile dire la difficoltà di creare un collegamento tra Europa e Stati Uniti, dopo vari tentativi e alcuni insuccessi si creò il cavo sottomarino che attraversava l’Oceano, ancora oggi utilizzato. Con Guglielmo Marconi assisteremo al passaggio alla telegrafia senza fili, precisamente nel 1901, quando nascerà la radio. Ma questa, si sa, è tutta un’altra storia….

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