La prima motocicletta della storia

Dopo aver parlato dei treni e dei motori a scoppio ci dedichiamo in questo articolo ad un’altra grande invenzione, ovvero quella della motocicletta.
Oggi un appassionato di moto non potrebbe mai immaginarsi una vita senza la sua dueruote, che non è solo un veicolo, ma molto di più. Le moto, siano esse nuove di zecca o motoveicoli di seconda mano, moto appena lanciate sul mercato oppure d’epoca, rappresentano un vero e proprio stile di vita e sono in grado di trasmettere una sensazione di libertà unica.

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L’invenzione della moto risale al 16 marzo 1869, il giorno in cui l’ingegnere francese Louis-Guillaume Perreaux depositò il relativo brevetto (n.83691). Egli realizzò un veicolo a due ruote alimentato da un motore a vapore. Il nome della prima moto brevettata fu Vélocipede à Grande Vitesse. Seguì un secondo brevetto il 23 dicembre 1869 in cui venne aggiunto alla prima moto della storia un telaio monotrave in acciaio. Nel maggio dell’anno successivo, ovvero nel 1870, nacque ufficialmente il Vélocipede à Grande Vitesse, alimentato con un motore elettrico, in seguito modificato con il brevetto quasi definitivo del 14 giugno 1871 che l’ingegnere francese Perreaux definì “meno imbarazzante del sistema elettrico e di funzionamento più regolare”. Il motore elettrico venne poi sostituito da uno a vapore monocilindrico alimentato a olio, petrolio o alcool, che venne posizionato tra la sella e la ruota posteriore. Nel suo ultimo brevetto Perreaux modificò la caldaia e la focolaia del motore.
Così nacque la prima moto della storia, che era dotata di una cilindrata di 303,9 cm³ e in grado di raggiungere i 35 km/h. Oggi è rimasto un unico esemplare della Vélocipede à Grande Vitesse, che è possibile da ammirare al Musée de l’Île-de-France al Castello di Sceaux nella regione dell’Île-de-France in Francia.

Diritto d’immagine: © Piumadaquila – Fotolia

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