Innocenzo Manzetti

telefono

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Innocenzo Manzetti, nato ad Aosta nel 1826 e scomparso nella sua città natale nel 1877,  è stato uno scienziato ed inventore molto importante. Manzetti è stata una mente molto creativa e al tempo stesso pragmatica. È noto per aver inventato un automa che suona il flauto, un’automobile a vapore, una pompa idraulica, uno speciale cemento idraulico, una macchina per scolpire dall’eccezionale precisione. Inoltre secondo alcune fonti molto attendibili Manzetti avrebbe addirittura inventato il telefono, ma la paternità di questo apparecchio purtroppo non gli è stata ancora definitivamente riconosciuta. Alla voce “telefono” tutte le enciclopedie associano il nome di Antonio Meucci. Ma fu veramente lui ad inventare il telefono? Il primo apparecchio in grado di trasmettere la voce ed i suoni a distanza fu il valdostano Innocenzo Manzetti. Nel 1864-1865 Manzetti creò un vero e proprio telefono elettrico capace di trasmettere la voce umana ad oltre mezzo chilometro di distanza. Dopo aver subito diversi adattamenti l’apparecchio venne presentato alla stampa nell’estate del 1865. Per la prima volta nella storia i giornali di tutto il mondo parlarono della possibilità pratica di trasmettere la parola a distanza tramite l’elettricità. L’invenzione del telefono rivoluzionò il mondo della comunicazione a distanza, che fino ad allora avvenne solamente tramite il telegrafo. A causa dei costi alti dei brevetti Manzetti rinunciò a brevettare l’invenzione. Fu poi Alexander Graham Bell ad ottenere il brevetto il 14 febbraio 1876. Si narra che a Manzetti mancarono solamente 10 dollari per il “brevetto provvisorio”. Nonostante numerosi documenti confermino la paternità dell’invenzione al cittadino valdostano non è ancora stata riconosciuta ufficialmente a Manzetti. È paradossale che ancora oggi si debba porre in dubbio la paternità di questo apparecchio.

Diritto d’immagine: © Erica Guilane-Nachez – Fotolia

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