Come nasce il computer

Oggi é un oggetto di di cui non si può fare a meno. Grazie al computer siamo in grado di eseguire con estrema facilità sequenze di operazioni logico-aritmetiche sui dati di ingresso e di restituire i risultati di tale operazioni in uscita. Nel corso degli anni il computer ha subito diverse modifiche sia dal punto di vista dei meccanismi di funzionamento che sotto altri punti di vista.

© Udo Bojahr - Fotolia

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Oggi con il termine computer si definisce un dispositivo elettronico o digitale, costruito in base alla cosiddetta architettura di Neumann come anche al modello della cosiddetta macchina di Turing. Cerchiamo di scoprire insieme come è nato il computer e a chi va il merito dell’invenzione di questo meraviglioso dispositivo.

Nel 1939 Konrad Zuse (1910-1995) costruì lo Z1, il primo dispositivo capace di eseguire una serie di calcolatori elettromeccanici basati sul sistema binario e programmabili, che funzionavano prima a memorie meccaniche e poi a relè. La macchina di Zuse aveva una struttura molto simile a quella dei computer che conosciamo oggi, dotata di distinzione tra unità di memoria ed unità di calcolo, e funzionava alla velocità di clock di un solo Hertz. Gli studi di Zuse e quelli di John Vincent Atanasoff, il quale inventò la memoria rigenerativa, furono la base principale per l’elaborazione dell’architettura di von Neumann. Il convegno internazionale di Informatica riconobbe nel 1998 a Konrad Zuse grazie al suo “Z1” il ruolo di inventore del primo computer programmabile funzionante della storia.
La macchina di Tuning (MdT) come modello di calcolo fu invece introdotta nel 1936 da Alan Turing. Si trattò di una macchina che manipolò i dati contenuti su un nastro di lunghezza infinita, in base a un insieme prefissato di regole ben definite. Fu quindi un modello astratto che definì una macchina capace di eseguire algoritmi e dotata di un nastro infinito su cui poter leggere e scrivere dei simboli.

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