Cinema 3D

3D

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Un’invenzione che ha cambiato sicuramente il nostro approccio al cinema è quella della stereoscopia. Una tecnica che ha trovato, e trova, svariati campi di applicazione; qui ci concentreremo su quello legato all’immagine tridimensionale che ha regalato a tanti film visioni e atmosfere diverse. Fu Sir Charles Wheatstone a inventare nel 1800 lo stereoscopio una macchina che visualizzava le immagini in tre dimensioni, partendo dallo zootropio, anche se il prototipo non trovò applicazioni nella quotidianità. Si riproduceva una sensazione di profondità, grazie al gioco di prismi e spettri e l’invenzione venne brevettata nel 1838.

È Charles Emile Reynaud che brevetta nel 1907 lo stereo cinema, ovvero due apparecchi posti parallelamente che permettevano la visualizzazione di sequenze animate di foto stereoscopiche. In sostanza l’inventore mette a punto una versione sviluppata del prassinoscopio (a sua volta evoluzione dello zootropio), al quale venne aggiunto uno stereoscopio, il dispositivo con le lenti. Questo apparecchio è oggi esposto al Museo delle Arti e Mestieri di Parigi e all’epoca non ebbe il successo sperato.

Bisognerà aspettare il 1922 anno in cui uscì il primo film stereoscopico della storia: “The Power of Love”, film britannico proiettato a Los Angeles che sfruttava la tecnica dell’anaglifo su doppia pellicola parallela virata. Cambiano le tecniche negli anni Cinquanta ma ormai il cinema 3D è una realtà affermata: film quali “Bwana Devil” del 1952, “Il mostro della laguna” del 1954 e “Il delitto perfetto” del 1954 del maestro Hitchock sono solo alcuni esempi che dimostrano come la nuova tecnica era ormai entrata a fare parte della settima arte. Oggi il 3D si basa sulla tecnica del RealD che prevede l’utilizzo di occhiali con le lenti a polarizzazione circostante.

Diritto d’immagine: © optico – Fotolia

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