Cara, vecchia musicassetta

musicassette

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Era il 1963 quando la Philips commercializzò la prima musicassetta: un nastro magnetico prodotto dalla BASF racchiuso in un involucro protettivo di plastica. La storia della musica non sarebbe più stata la stessa. Ovviamente le cassette vennero impiegate anche per altri scopi e in altri settori, ma per noi, che siamo cresciuti con in mano quei nastri da riavvolgere magari con la matita, la cassetta è la cassetta musicale.

Un amarcord di tempi andati, quando la musica la passavi da un amico ad un altro e quando, in barba alla legalità, tante copie venivano registrate nella propria camera. Due anni dopo, nel 1965 iniziò la produzione di massa: la lunghezza del nastro determinava la durata in minuti, i formati più diffusi erano il C46 con 23 minuti per lato, il C60 con 30 minuti per lato e così via: il C70, il C90 e il C120.

La cassetta altro non é che il passo successivo del nastro magnetico a bobina aperta degli anni Trenta: la Philips ebbe il merito di ridurre il nastro magnetico e costruire un sistema a due bobine con la funzione invertibile. La cassetta conobbe un vero e proprio successo, legato alla facilità di utilizzo, dato che non servivano supporti particolarmente costosi e grazie alla semplicità di funzionamento: tutti avevano accesso alle cassette e nel 1979 venne prodotto il primo walkman dalla Sony.

Certo, la musica in cassetta aveva i suoi difetti: rumore di fondo, deteriorabilità del nastro, perdita di qualità dopo innumerevoli ascolti. Ma come per tutte le innovazioni tecnologiche anche la musicassetta ha fatto poi il suo tempo e con l’introduzione e la diffusione dei compact disc, lentamente iniziò ad andare in declino, tanto che le maggiori etichette discografiche smisero, agli inizi del Duemila, di produrre album per il formato cassetta.

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